STORIA
UN VIAGGIO NELLE VICENDE CHE VIDERO IL TERRITORIO RAGGIUNTO, COLPITO E SUPERATO DAL PASSAGGIO DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE.
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CAPITOLO 1
LA STORIA DI COTIGNOLA SUL FRONTE DEL SECONDA GUERRA MONDIALE INIZIA NELL’AUTUNNO DEL 1944, DOPO UN ANNO DI OCCUPAZIONE TEDESCA, DI DIFFICOLTÀ PER LA POPOLAZIONE CIVILE E LA PAURA DATA DAI CRESCENTI ATTACCHI AEREI DEGLI ALLEATI. NEL MESE DI NOVEMBRE, QUANDO IL FIUME SENIO ERA STATO GIÀ TRASFORMATO IN UNA LINEA FORTIFICATA DAI TEDESCHI, SI AGGIUNSE A TUTTO QUESTO IL FUOCO DELL’ARTIGLIERIA DELL’8a ARMATA BRITANNICA, GIUNTA ORMAI A TIRO DI COTIGNOLA. POCO DOPO, IL 2 DICEMBRE 1944, IL 1° CORPO D’ARMATA CANADESE DIEDE INIZIO ALL’OPERAZIONE CHUCKLE: UN’OFFENSIVA CHE DAL TERRITORIO DI RUSSI AVREBBE DOVUTO PORTARE I CANADESI FINO ALL’EMILIA IN POCO TEMPO. MA DOPO DUE SETTIMANE DI SCONTRI TERRIFICANTI, SOLAMENTE IL LAMONE ERA STATO SUPERATO. FU IN QUEL PERIODO, A METÀ DICEMBRE, CHE IL FRONTE S’INSEDIÒ NEL TERRITORIO DI COTIGNOLA. VI SAREBBE RIMASTO PER QUASI 5 MESI. TRA BONCELLINO ED IL SENIO, IN PARTICOLARE NELL’AREA DI VIA GABINA E VIA MADRARA, LA 1a DIVISIONE CANADESE E LA 356a DIVISIONE TEDESCA FURONO PROTAGONISTE DI SCONTRI DURISSIMI, PRIMA SUL FOSSO VECCHIO POI NELLE CAMPAGNE A RIDOSSO DEL CANALE NAVIGLIO. SOLO QUANDO I TEDESCHI SI RITIRARONO ALL’INIZIO DI GENNAIO, I CANADESI RIUSCIRONO A RAGGIUNGERE IL SENIO SENZA PERÒ SUPERARLO. A QUEL PUNTO COTIGNOLA ERA SULLA LINEA DEL FRONTE: IL SUO TERRITORIO ERA SPEZZATO IN DUE, LA SPERANZA DI UNA RAPIDA LIBERAZIONE ORMAI ERA SVANITA E LA POPOLAZIONE NON AVEVA PIÙ MODO DI ALLONTANARSI DALLA GUERRA.
CAPITOLO 2
AL CONTRARIO DELLE CAMPAGNE FRA IL SENIO E BONCELLINO, CHE FURONO LIBERATE DAI CANADESI CON ESTREMA DIFFICOLTÀ, I TERRITORI COTIGNOLESI FRA IL SENIO E CASSANIGO VENNERO CONQUISTATI IN FRETTA E DA UNITÀ PREVALENTEMENTE BRITANNICHE. IN QUEL SETTORE, INIZIALMENTE RITENUTO DI SCARSA IMPORTANZA TATTICA DAGLI ALLEATI, AVEVA OPERATO A LUNGO LA 278a DIVISIONE TEDESCA, CHE PER UNA QUINDICINA DI GIORNI ERA RIUSCITA A MANTENERE UNA SACCA DIFENSIVA TRA IL SENIO, GRANAROLO E L’AREA DI CASSANIGO. PER ELIMINARE LA SACCA TEDESCA, IL 4 GENNAIO 1945 GLI ALLEATI LANCIARONO L’OPERAZIONE CYGNET: UN ATTACCO INTRAPRESO CON RISORSE LIMITATE CHE PERÒ COLSE DI SORPRESA I TEDESCHI ED AVREBBE FORNITO UNA BASE DI RIFERIMENTO PER LE TATTICHE IMPIEGATE DAGLI ALLEATI FINO ALLA FINE DELLA GUERRA. GRAZIE AD UNA FORTE GELATA E AD UN BREVE PERIODO DI BEL TEMPO, GLI ALLEATI POTERONO RICEVERE UN EFFICACE SUPPORTO AEREO ED AVANZARE IN APERTA CAMPAGNA, EVITANDO COSÌ LE MOLTE MINE ANTICARRO CHE I TEDESCHI AVEVANO PIAZZATO SULLE STRADE. PROTAGONISTI DELL’ATTACCO FURONO I CARRI SHERMAN DEL 2nd ROYAL TANK REGIMENT E DEL 10th ROYAL HUSSARS, I NUOVI CORAZZATI DA TRASPORTO TRUPPE KANGAROO DEL 4th QUEEN’S OWN HUSSARS E LA FANTERIA DELLA 56a DIVISIONE BRITANNICA. L’OPERAZIONE COSTRINSE I TEDESCHI A RITIRARSI DEFINITIVAMENTE SUGLI ARGINI DEL SENIO NELL’INTERO TRATTO FRA COTIGNOLA E SAN SEVERO, SANCENDO L’INIZIO DI UN LUNGO PERIODO DI GUERRA STATICA LUNGO IL FIUME.
CAPITOLO 3
FRA IL 1944 E LA PRIMA PARTE DEL 1945 GLI AEREI ALLEATI EFFETTUARONO SU COTIGNOLA E IL SUO TERRITORIO CENTINAIA DI SORTITE: RICOGNIZIONI TATTICHE, METEOROLOGICHE, FOTOGRAFICHE MA SOPRATTUTTO ATTACCHI SU BERSAGLI QUALI PEZZI D’ARTIGLIERIA TEDESCHI, MEZZI CORAZZATI, CONCENTRAZIONI DI TRUPPE, CASOLARI O ALTRI EDIFICI OCCUPATI, ECC. MOLTE DELLE MISSIONI SUL COMUNE DI COTIGNOLA FURONO INTRAPRESE IN PARTICOLARE DAI CACCIABOMBARDIERI DELLA DESERT AIR FORCE: LA GRANDE UNITÀ DI SUPPORTO TATTICO CHE CON CENTINAIA DI AEREI APPOGGIAVA L’8a ARMATA BRITANNICA. SEBBENE LA SUPREMAZIA AEREA DEGLI ALLEATI FOSSE ORMAI SCHIACCIANTE, OGNI GIORNO IN ITALIA SI VERIFICAVANO PERDITE CAUSATE SOPRATTUTTO DALLA CONTRAEREA TEDESCA: LA FLAK. I CIELI DI COTIGNOLA NON FACEVANO ECCEZIONE: MOLTI AEREI ALLEATI FURONO COLPITI E DUE DI QUESTI PRECIPITARONO NEL TERRITORIO COMUNALE. IL PRIMO FU LO SPITFIRE IX DEL PILOT OFFICER CANADESE WILLIAM R. DAUPHIN, AVIERE IN FORZA AL 43° RAF SQUADRON, CHE NEL CUPO MATTINO DELL’1 GENNAIO 1945 DECOLLÒ DA RIMINI CON ALTRI TRE SPITFIRE PER COLPIRE DEI PEZZI D’ARTIGLIERIA TEDESCHI VICINO A MORDANO. CENTRATO DALLA FLAK, L’AEREO CADDE PRESSO SAN SEVERO. WILLIAM DAUPHIN MORÌ NELLO SCHIANTO: RIPOSA OGGI AL FAENZA WAR CEMETERY. UN ALTRO SPITFIRE IX, STAVOLTA IN VOLO DI RICOGNIZIONE, SI SCHIANTÒ INVECE VICINO AL FOSSO VECCHIO NEL PRIMO POMERIGGIO DEL 30 MARZO 1945. LO PILOTAVA IL TENENTE SUDAFRICANO R. KRYNAUW DEL 40° SAAF SQUADRON, MORTO NELL’IMPATTO ED OGGI SAPOLTO AL FORLI WAR CEMETERY.
CAPITOLO 4
DOPO L’OPERAZIONE CYGNET IL FRONTE CONGELÒ SOTTO LE PRIME NEVICATE DEL 1945. L’AVANZATA DEGLI ALLEATI ERA DEGENERATA IN UNA BATTAGLIA DI ATTRITO ANCHE PSICOLOGICO CHE AVREBBE CONTINUATO A MIETERE VITTIME PER PIÙ DI 3 MESI. NEL SETTORE DI COTIGNOLA I TEDESCHI AVEVANO GENERALMENTE MANTENUTO IL CONTROLLO DI ENTRAMBI GLI ARGINI DEL SENIO, CHE COSTITUIVANO UN BUON OSTACOLO ANTICARRO E CONTENEVANO INFINITE POSTAZIONI AL LORO INTERNO. UNITE AI CAMPI MINATI TEDESCHI, QUESTE DIFESE IMPEDIRONO FIN DA SUBITO AGLI ALLEATI DI AVVICINARSI. A FINE GENNAIO IL SETTORE COPERTO DALLA 1a DIVISIONE CANADESE TRA COTIGNOLA E BAGNACAVALLO FU AFFIDATO ALLA RECFORCE: UN REPARTO PROVVISORIO CREATO DALL’UNIONE DI DUE UNITÀ DI RICOGNIZIONE (IL 12TH ROYAL LANCERS BRITANNICO E LO SKINNER’S HORSE INDIANO) CHE SUL SENIO DOVETTERO ESSERE USATE COME FANTERIA, POI SOSTITUITE A METÀ FEBBRAIO DALLE TRUPPE NEPALESI DELLA 43a BRIGATA GURKHA. IL SETTORE TRA COTIGNOLA E SAN SEVERO RESTÒ INVECE COPERTO DALLA 56a DIVISIONE BRITANNICA. E PER SETTIMANE TUTTE QUESTE UNITÀ LOTTARONO NEL TENTATIVO, SPESSO VANO, DI OTTENERE IL CONTROLLO DELL’ARGINE SUD DEL SENIO. TANTI PICCOLI ATTACCHI FURONO LANCIATI ANCHE SOLO PER CAPIRE COME AGIRE, VISTE LE POCHE RISORSE DISPONIBILI. E SE ALL’INIZIO LE DIFFICOLTÀ FURONO ENORMI, COL TEMPO LA SITUAZIONE MIGLIORÒ: CAMBIANDO IL PROPRIO APPROCCIO TATTICO, GLI ALLEATI OTTENNERO PIÙ PROGRESSI E L’ARGINE SUD INIZIÒ GRADUALMENTE AD ESSERE CONQUISTATO.
CAPITOLO 5
ALL’INIZIO DEI COMBATTIMENTI SUL SENIO I TEDESCHI SCHIERAVANO NELL’AREA DI COTIGNOLA DUE UNITÀ MOLTO DIVERSE FRA LORO. DAVANTI AI CANADESI LA 356a DIVISIONE TEDESCA ERA ORMAI SFINITA. MA NEL SETTORE FRA COTIGNOLA E SOLAROLO, LA 278a DIVISIONE AVEVA UNA REPUTAZIONE DIVERSA: ERA UNA DELLE POCHE UNITÀ TEDESCHE AD AVER LOTTATO NEI MESI PRECEDENTI SENZA SUBIRE PESANTI PERDITE. INSIEME ALLA 278a COMBATTEVANO SUL SENIO ANCHE DEGLI ITALIANI: GLI ARDITI DEL 1° BATTAGLIONE D’ASSALTO FORLÌ. NELLA PRIMA PARTE DELL’INVERNO QUESTE FORZE NON EBBERO PROBLEMI A DIFENDERE IL SENIO. NATURALMENTE C’ERANO DELLE DIFFICOLTÀ: MANCAVA IL CARBURANTE, IL CIBO ERA POCO, LE MUNIZIONI APPENA SUFFICIENTI. MA I TEDESCHI ERANO ABITUATI A CAVARSELA E IL TERRENO ERA DECISAMENTE A LORO FAVORE: LE POSTAZIONI SCAVATE ALL’INTERNO DEGLI ARGINI PERMETTEVANO DI CONTROLLARE DALL’ALTO LA TERRA DI NESSUNO, DI AVERE RIPARO E OCCULTAMENTO, DI COLPIRE CON ESTREMA FACILITÀ CHIUNQUE TENTASSE DI AVVICINARSI. TRA FINE GENNAIO E METÀ FEBBRAIO QUESTE UNITÀ FURONO SOSTITUITE NEL TERRITORIO DI COTIGNOLA DALLA 98a DIVISIONE TEDESCA: UN REPARTO EFFICENTE, CHE PERÒ SI TROVÒ DA SOLO A SUBIRE TUTTO IL PESO DEGLI ATTACCHI ALLEATI ALL’ARGINE MERIDIONALE DEL SENIO. COL PASSARE DEL TEMPO, QUESTA CONTINUA PRESSIONE AVREBBE CAUSATO SEMPRE PIÙ VITTIME AI TEDESCHI. E CON LA GRADUALE PERDITA DELL’ARGINE SUD, NON POTENDO PIÙ COLPIRE GLI ALLEATI CON FACILITÀ, LA 98a DIVISIONE PERSE ANCHE L’INIZIATIVA.
CAPITOLO 6
LA STASI DEL FRONTE DAVANTI AL SENIO MANTENEVA IL TERRITORIO DI COTIGNOLA SPEZZATO IN DUE. TUTTE LE ABITAZIONI DA UN LATO O DALL’ALTRO DEL FIUME ORMAI ERANO OCCUPATE DA TRUPPE, DEPOSITI, ARTIGLIERIE, MEZZI CORAZZATI, COMANDI ED UN’INFINITÀ DI ALTRE INFRASTRUTTURE MILITARI. PARTE DELLA POPOLAZIONE GIÀ ERA STATA COSTRETTA DAGLI ALLEATI O DAI TEDESCHI A LASCIARE LE PROPRIE CASE. MA SORGENDO A RIDOSSO DEL FIUME, COTIGNOLA SI TROVAVA IN PRIMA LINEA E MOLTI ABITANTI NON EBBERO MAI MODO DI ALLONTANARSI DAL PAESE IN SICUREZZA. SI TROVARONO INERMI A SUBIRE IL FUOCO ALLEATO SU COTIGNOLA, FRA LE CUI MURA I TEDESCHI ERANO APPOSTATI. MA PERSINO IN QUEI MESI TERRIBILI, PASSATI AL FREDDO, TRA RIFUGI E MACERIE, TRA MISERIA E PAURA, COTIGNOLA SEPPE DARE AIUTO A CHI PIÙ NE AVEVA BISOGNO. DAL 1943 DECINE DI EBREI PERSEGUITATI ERANO PROTETTI DAI COTIGNOLESI: UN CASO UNICO DI SOLIDARIETÀ CITTADINA CHE PORTÒ ALLA SALVEZZA DI 41 EBREI E VIDE PROTAGONISTE MOLTE FAMIGLIE, FIGURE DELLA RESISTENZA MA ANCHE AMMINISTRATORI LOCALI. PRIMO FRA TUTTI IL COMMISSARIO PREFETTIZIO VITTORIO ZANZI CHE, AIUTATO DALLA MOGLIE SERAFINA, DAL NOTO PITTORE LUIGI VAROLI E SUA MOGLIE ANNA, CON MOLTI ALTRI COTIGNOLESI RIUSCÌ A CREARE UNA RETE DI AIUTO COSÌ RESILIENTE DA SOPRAVVIVERE ANCHE AL BLOCCO DEL FRONTE DAVANTI AL SENIO. PER TUTTO QUESTO, NEL 2002 LO STATO DI ISRAELE AVREBBE CONFERITO A VITTORIO ZANZI, SERAFINA BEDESCHI, LUIGI VAROLI E ANNA CORTESI, IL TITOLO DI “GIUSTI TRA LE NAZIONI“.
CAPITOLO 7
NEL MARZO 1945 IL FRONTE A COTIGNOLA STAVA CAMBIANDO ASPETTO. ALL’INIZIO DI MARZO GLI ALLEATI AFFIDARONO ALLE TRUPPE DEL 2° CORPO POLACCO IL SETTORE A MONTE DI SAN SEVERO, DOVE UN’AMPIA TERRA DI NESSUNO SEPARAVA I DUE SCHIERAMENTI. NELLO STESSO PERIODO LA 43a BRIGATA GURKHA FU TRASFERITA, LASCIANDO LA 56a DIVISIONE BRITANNICA RESPONSABILE DELL’INTERO SETTORE TRA SAN SEVERO E BAGNACAVALLO, DOVE LA LOTTA PER IL CONTROLLO DELL’ARGINE MERIDIONALE CONTINUAVA. E QUANDO A METÀ MARZO LA 56a FU SOSTITUITA DALL’ESPERTA 78a DIVISIONE BRITANNICA, LA BATTAGLIA S’INTENSIFICÒ. IN UN MARZO PIÙ ASCIUTTO E TIEPIDO DEL SOLITO, LE TRUPPE IRLANDESI E BRITANNICHE DELLA 78a DIVISIONE INTRAPRESERO DECINE DI ATTACCHI CONTRO LA SEMPRE PIÙ PROVATA 98a DIVISIONE TEDESCA. E SEGMENTI SEMPRE PIÙ ESTESI DELL’ARGINE MERIDIONALE CADDERO SOTTO IL CONTROLLO DEGLI ALLEATI. TALVOLTA LE DUE PARTI COMBATTEVANO A UNA DISTANZA DI POCHI METRI, SEPARATE SOLO DALLA SOMMITÀ DELL’ARGINE MERIDIONALE. PER OSSERVARE IL NEMICO, ALLEATI E TEDESCHI PRESERO AD USARE PERISCOPI DI VARIO TIPO. LE PATTUGLIE A VOLTE PENETRAVANO IN TERRITORIO AVVERSARIO APRENDO DEI CUNICOLI ATTRAVERSO L’ARGINE. A TERRIFICANTI SCAMBI RAVVICINATI DI BOMBE A MANO E ORDIGNI IMPROVVISATI, SI ALTERNAVANO ATTACCHI RAPIDI, AGGUATI, L’AZIONE DEI CECCHINI E UNA COSTANTE PRESSIONE PSICOLOGICA CON VOLANTINI, ALTOPARLANTI O INSULTI GRIDATI A VOCE. LO SCONTRO DECISIVO SI AVVICINAVA E LA TENSIONE AUMENTAVA.
CAPITOLO 8
NEL GIORNO DI PASQUA DEL 1945, 1 APRILE, ARRIVÒ SUL FRONTE DI COTIGNOLA L’UNITÀ FORSE PIÙ ESPERTA CHE GLI ALLEATI AVESSERO AL MONDO: LA 2a DIVISIONE NEOZELANDESE, CHE DAL 1940 AVEVA LOTTATO CONTRO I TEDESCHI. FIN DA SUBITO LE IMPONENTI FORZE DEI NEOZELANDESI FURONO CONCENTRATE IN UN SETTORE PIUTTOSTO CORTO FRA SAN SEVERO E LA FERROVIA PER COTIGNOLA. ERA UN CHIARO SEGNALE CHE IN QUEL PUNTO I NEOZELANDESI PUNTAVANO A SFONDARE IL FRONTE TEDESCO. PER UNA SETTIMANA, MENTRE LA 78a BRITANNICA PRESIDIAVA IL SETTORE FRA COTIGNOLA E BAGNACAVALLO, I NEOZELANDESI COMBATTERONO CONTINUE AZIONI VOLTE A COMPLETARE IN FRETTA LA CONQUISTA DELL’ARGINE MERIDIONALE NEL PROPRIO SETTORE. QUESTO ERA UN REQUISITO FONDAMENTALE AL SUCCESSO DELL’ATTACCO CHE GLI ALLEATI STAVANO PER LANCIARE. OBIETTIVO DELL’OPERAZIONE: SUPERARE IL SENIO E METTERE FINE ALLA GUERRA IN ITALIA UNA VOLTA PER TUTTE. PER FAR CREDERE AI TEDESCHI CHE LO SCHIERAMENTO ALLEATO NON ERA CAMBIATO, AI NEOZELANDESI PRIMA DELL’ARRIVO IN ZONA ERA STATO CHIESTO DI RIMUOVERE I PROPRI DISTINTIVI E SOSTITUIRLI CON QUELLI DELLA 78a DIVISIONE BRITANNICA. MA L’EFFICENZA COMBATTIVA TIPICA DEI NEOZELANDESI E LA PRESENZA DELL’INCONFONDIBILE 28° BATTAGLIONE MAORI SULLA LINEA DEL FRONTE PERMISERO AI TEDESCHI DI CAPIRE SUBITO COSA STAVA SUCCEDENDO E PREVEDERE CHE GLI ALLEATI AVREBBERO PRESTO DATO INIZIO AD UN ATTACCO CRUCIALE. I TEDESCHI NON POTEVANO PERÒ IMMAGINARE COME L’ATTACCO SAREBBE STATO LANCIATO.
CAPITOLO 9
NEL POMERIGGIO DEL 9 APRILE 1945 GLI ALLEATI DIEDERO INIZIO ALL’OPERAZIONE BUCKLAND: L’ULTIMA OFFENSIVA DELL’8a ARMATA BRITANNICA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. COMINCIÒ COL PIÙ TERRIFICANTE BOMBARDAMENTO DELLA STORIA ITALIANA. OLTRE 1700 AEREI, FRA CUI PIU’ DI 1000 BOMBARDIERI DELLLA 12th TACTICAL AIR FORCE E 15th STRATEGICAL AIR FORCE, CHE IN MENO DI DUE ORE SGANCIARONO PIÙ DI 2000 TONNELLATE DI BOMBE SU TUTTA UNA SERIE DI BERSAGLI TRA I FIUMI SENIO E SANTERNO. DOPO IL PRINCIPALE BOMBARDAMENTO AEREO, EBBE INIZIO UN CANNONEGGIAMENTO SPAVENTOSO CHE VIDE GLI ALLEATI SPARARE ALL’IMPAZZATA CON TUTTI I CANNONI, OBICI, MORTAI E SEMOVENTI A DISPOSIZIONE. MARTELLATA DAI CACCIABOMBARDIERI E DALL’ARTIGLIERIA, IMPIETRITA DA UN FRASTUONO INIMMAGINABILE, COPERTA DA UN CIELO NERO PER GLI INCENDI E LA TERRA POLVERIZZATA DAI BOMBARDAMENTI, COTIGNOLA VIVEVA LA SUA ORA PIÙ BUIA. E LE STESSE COSE FURONO VISSUTE DAI TEDESCHI GIÀ ESAUSTI DELLA 98a DIVISIONE. POCO PRIMA DEL TRAMONTO LA FANTERIA NEOZELANDESE ANDÒ ALL’ASSALTO DEL SENIO, PRECEDUTA DA UNA SCHIERA DI CORAZZATI LANCIAFIAMME. E IN POCHI MINUTI, GRAZIE ALLA LORO ESPERIENZA, I SOLDATI NEOZELANDESI SUPERARONO IL FIUME. NON ESSENDOVI PIÙ PONTI INTATTI SUL SENIO, I GENIERI NEOZELANDESI SI MISERO AL LAVORO PER COSTRUIRE DEGLI ATTRAVERSAMENTI CHE PERMETTESSERO AI LORO CORAZZATI DI UNIRSI ALLA FANTERIA, RESISTERE AI CONTRATTACCHI TEDESCHI E RAGGIUNGERE COTIGNOLA. E IL PRIMO PONTE BAILEY VENNE ULTIMATO DOPO APPENA 2 ORE DI LAVORO.
CAPITOLO 10
NELLA NOTTE FRA 9 E 10 APRILE 1945 L’AVANZATA DELLA 2a DIVISIONE NEOZELANDESE CONTINUÒ VERSO BARBIANO. IL TERRENO ERA SCONVOLTO DAI BOMBARDAMENTI, LA VISIBILITÀ ERA RIDOTTA QUASI A ZERO, LO SCENARIO CONFUSO DAI BAGLIORI DEI CANNONEGGIAMENTI E DEGLI INCENDI CHE ANCORA CONTINUAVANO. AVANZANDO IN UN TERRENO SCONOSCIUTO E SENZA NESSUN SUPPORTO, POICHÈ I CORAZZATI ALLEATI ANCORA NON AVEVANO SUPERATO IL SENIO, LE TRUPPE NEOZELANDESI COMINCIARONO A SENTIRE DEI CARRI ARMATI CHE SI MUOVEVANO INTORNO A BARBIANO. ERANO CHIARAMENTE NEMICI E STAVANO CERCANDO DI POSIZIONARSI PER CONTRASTARE L’AVANZATA. QUELLA NOTTE NON MENO DI 12 MEZZI CORAZZATI TEDESCHI FURONO AVVISTATI NELL’AREA DI BARBIANO: PER LA MAGGIOR PARTE SI TRATTAVA DI CARRI TIGER DEL 504 SCHWERE PANZER-ABTEILUNG. NEL CAOS E NELL’OSCURITÀ, I CARRI TEDESCHI SI TROVARONO FRAMMISCHIATI AI SOLDATI NEOZELANDESI, CHE AVVALENDOSI SOLO DEI PROPRI LANCIAGRANATE PIAT RIUSCIRONO A METTERE FUORI USO DUE TIGER. IL RESTO DEI CORAZZATI TEDESCHI FINÌ PER ABBANDONARE LA ZONA, IN MOLTI CASI SENZA CAPIRE COS’ERA SUCCESSO. FU IL PIÙ SERIO TENTATIVO TEDESCO DI BLOCCARE L’AVANZATA DEGLI ALLEATI OLTRE IL FIUME SENIO, E NON EBBE ALCUN SUCCESSO. AL TERMINE DELLA NOTTE BARBIANO FU LA PRIMA FRAZIONE AD ESSERE LIBERATA. E ALL’ALBA DEL 10 APRILE I NEOZELANDESI AVEVANO GIÀ COSTRUITO DIVERSI PONTI SUL SENIO. MOLTISSIMI MEZZI ALLEATI LI STAVANO ATTRAVERSANDO E UNA PARTE DI QUESTI ERA DIRETTA VERSO L’OBIETTIVO SUCCESSIVO: COTIGNOLA.
CAPITOLO 11
NEI PIANI ALLEATI, A CONQUISTARE IL CENTRO DI COTIGNOLA IN CASO DI RESISTENZA TEDESCA DOVEVA ESSERE IN PARTICOLARE IL 27th NEW ZEALAND INFANTRY BATTALION COL SUPPORTO DEI CORAZZATI KANGAROO DEL 4th QUEEN’S OWN HUSSARS. LA 98a DIVISIONE TEDESCA DECISE PERÒ SAGGIAMENTE DI RITIRARSI DALLA CITTADINA. IN QUEL MOMENTO DUE COTIGNOLESI USCIRONO ALLO SCOPERTO. ERANO UN PARROCO E UN PARTIGIANO CON LO STESSO COGNOME: DON STEFANO CASADIO E LUIGI CASADIO, DETTO LENO. ALLE PRIME LUCI DEL 10 APRILE, DON STEFANO E LENO ATTRAVERSARONO IL SENIO CON UNA BANDIERA BIANCA PER AVVERTIRE GLI ALLEATI CHE NON C’ERA PIÙ BISOGNO DI ATTACCARE COTIGNOLA. SULLA RIVA SUD FURONO INTERCETTATI DALLE TRUPPE DELLA 78a DIVISIONE BRITANNICA, CHE NON AVEVA IL COMPITO DI SUPERARE IL SENIO MA SOLO DI PRESIDIARLO. LENO E DON STEFANO RIFERIRONO CHE A COTIGNOLA NON C’ERANO PIÙ TEDESCHI E, PER VERIFICARE, UN GRUPPO DI PATTUGLIA FU MANDATO VERSO IL PAESE. APPARTENEVA IN PARTICOLARE AL 1° BATTAGLIONE DELL’EAST SURREY REGIMENT, CHE PRESTO RAGGIUNSE COTIGNOLA SENZA INCONTRARE ALCUNA RESISTENZA. L’INFORMAZIONE ARRIVÒ AGLI ALTRI REPARTI ALLEATI, SOLO IN QUEL MOMENTO LENO E DON STEFANO FURONO CREDUTI E L’ATTACCO NEOZELANDESE VENNE FERMATO IN TEMPO. DOPO MESI DI ATTESA, COTIGNOLA ERA LIBERA MA DISTRUTTA. NELLE ORE SUCCESSIVE, I CIVILI SOPRAVVISSUTI ACCOLSERO L’ARRIVO INCONTRASTATO DI MOLTISSIMI SOLDATI BRITANNICI E NEOZELANDESI. E QUESTI ULTIMI, ALLA TESTA DELL’AVANZATA, POCO DOPO SUPERARONO ANCHE LA FERROVIA TRA BARBIANO E LUGO.
CAPITOLO 12
NEL CORSO DELL’OFFENSIVA UNA PARTE DEL TERRITORIO DI COTIGNOLA FU LIBERATA DALLE TRUPPE DEL 2° CORPO POLACCO, CHE AVEVANO CONCENTRATO IL LORO ATTACCO INIZIALE TRA SAN SEVERO E FELISIO. PROPRIO IN QUELLA ZONA, DURANTE I BOMBARDAMENTI DEL 9 APRILE, I POLACCHI ERANO STATI COLPITI PER SBAGLIO DA UN GRUPPO DI B-17 AMERICANI CHE AVEVANO CONFUSO IL SENIO COL SANTERNO. CIRCA 3000 BOMBE A FRAMMENTAZIONE AVEVANO INVESTITO I REPARTI POLACCHI CAUSANDO PIÙ DI 220 TRA MORTI E FERITI. NONOSTANTE QUESTO TRAGICO INCIDENTE, LA 3a DIVISIONE POLACCA ‘FUCILIERI DEI CARPAZI’ AVEVA COMUNQUE LANCIATO IL SUO ATTACCO. SOTTO AL FUOCO DELLE ARMI TEDESCHE, I POLACCHI AVEVANO COMBATTUTO PER TUTTA LA SERA DEL 9 APRILE ATTRAVERSO I CAMPI MINATI NELLA TERRA DI NESSUNO. ALTRI DURI SCONTRI ERANO STATI NECESSARI PER SUPERARE IL SENIO. E ALL’ALBA DEL 10 APRILE I POLACCHI SI ERANO SPINTI FINO ALLA STRADA TRA BARBIANO A FELISIO. I PRIMI CARRI ARMATI D’APPOGGIO, APPARTENENTI ALLA 7a BRIGATA CORAZZATA BRITANNICA, SI ERANO GIÀ PORTATI OLTRE IL FIUME SFRUTTANDO UN PONTE COSTRUITO DAI NEOZELANDESI VICINO A SAN SEVERO. NELLE ORE SUCCESSIVE I POLACCHI ERANO RIUSCITI AD ASSEMBLARE ALTRI PONTI, AD OTTENERE ALTRI CORAZZATI DI SUPPORTO E A RAGGIUNGERE L’AREA DEL MOLINELLO PIANI. FU LÌ CHE LA LIBERAZIONE DEL COMUNE DI COTIGNOLA VENNE ULTIMATA. VERSO IL TRAMONTO DEL 10 APRILE 1945 I POLACCHI SUPERARONO IL CANALE DI LUGO E, DOPO PIÙ DI 110 GIORNI DI PAURA, IL FRONTE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE LASCIAVA PER SEMPRE IL TERRITORIO DI COTIGNOLA.
STORIA
UN VIAGGIO NELLE VICENDE CHE VIDERO IL TERRITORIO RAGGIUNTO, COLPITO E SUPERATO DAL PASSAGGIO DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE.
PER COMPRENDERE A PIENO L’ESTENSIONE TEMPORALE DELLE VICENDE CHE SCONVOLSERO IL TERRITORIO DI COTIGNOLA E PROMUOVERE L’UTILIZZO CONTINUATIVO DI QUESTO SITO, UNA BREVE STORIA IN CAPITOLI SU COTIGNOLA AL TEMPO DELLA GUERRA VERRÀ GRADUALMENTE PUBBLICATA QUI TRA GENNAIO E APRILE 2026.
CAPITOLO 1
LA STORIA DI COTIGNOLA SUL FRONTE DEL SECONDA GUERRA MONDIALE INIZIA NELL’AUTUNNO DEL 1944, DOPO UN ANNO DI OCCUPAZIONE TEDESCA, DI DIFFICOLTÀ PER LA POPOLAZIONE CIVILE E LA PAURA DATA DAI CRESCENTI ATTACCHI AEREI DEGLI ALLEATI. NEL MESE DI NOVEMBRE, QUANDO IL FIUME SENIO ERA STATO GIÀ TRASFORMATO IN UNA LINEA FORTIFICATA DAI TEDESCHI, SI AGGIUNSE A TUTTO QUESTO IL FUOCO DELL’ARTIGLIERIA DELL’8a ARMATA BRITANNICA, GIUNTA ORMAI A TIRO DI COTIGNOLA. POCO DOPO, IL 2 DICEMBRE 1944, IL 1° CORPO D’ARMATA CANADESE DIEDE INIZIO ALL’OPERAZIONE CHUCKLE: UN’OFFENSIVA CHE DAL TERRITORIO DI RUSSI AVREBBE DOVUTO PORTARE I CANADESI FINO ALL’EMILIA IN POCO TEMPO. MA DOPO DUE SETTIMANE DI SCONTRI TERRIFICANTI, SOLAMENTE IL LAMONE ERA STATO SUPERATO. FU IN QUEL PERIODO, A METÀ DICEMBRE, CHE IL FRONTE S’INSEDIÒ NEL TERRITORIO DI COTIGNOLA. VI SAREBBE RIMASTO PER QUASI 5 MESI. TRA BONCELLINO ED IL SENIO, IN PARTICOLARE NELL’AREA DI VIA GABINA E VIA MADRARA, LA 1a DIVISIONE CANADESE E LA 356a DIVISIONE TEDESCA FURONO PROTAGONISTE DI SCONTRI DURISSIMI, PRIMA SUL FOSSO VECCHIO POI NELLE CAMPAGNE A RIDOSSO DEL CANALE NAVIGLIO. SOLO QUANDO I TEDESCHI SI RITIRARONO ALL’INIZIO DI GENNAIO, I CANADESI RIUSCIRONO A RAGGIUNGERE IL SENIO SENZA PERÒ SUPERARLO. A QUEL PUNTO COTIGNOLA ERA SULLA LINEA DEL FRONTE: IL SUO TERRITORIO ERA SPEZZATO IN DUE, LA SPERANZA DI UNA RAPIDA LIBERAZIONE ORMAI ERA SVANITA E LA POPOLAZIONE NON AVEVA PIÙ MODO DI ALLONTANARSI DALLA GUERRA.
CAPITOLO 2
AL CONTRARIO DELLE CAMPAGNE FRA IL SENIO E BONCELLINO, CHE FURONO LIBERATE DAI CANADESI CON ESTREMA DIFFICOLTÀ, I TERRITORI COTIGNOLESI FRA IL SENIO E CASSANIGO VENNERO CONQUISTATI IN FRETTA E DA UNITÀ PREVALENTEMENTE BRITANNICHE. IN QUEL SETTORE, INIZIALMENTE RITENUTO DI SCARSA IMPORTANZA TATTICA DAGLI ALLEATI, AVEVA OPERATO A LUNGO LA 278a DIVISIONE TEDESCA, CHE PER UNA QUINDICINA DI GIORNI ERA RIUSCITA A MANTENERE UNA SACCA DIFENSIVA TRA IL SENIO, GRANAROLO E L’AREA DI CASSANIGO. PER ELIMINARE LA SACCA TEDESCA, IL 4 GENNAIO 1945 GLI ALLEATI LANCIARONO L’OPERAZIONE CYGNET: UN ATTACCO INTRAPRESO CON RISORSE LIMITATE CHE PERÒ COLSE DI SORPRESA I TEDESCHI ED AVREBBE FORNITO UNA BASE DI RIFERIMENTO PER LE TATTICHE IMPIEGATE DAGLI ALLEATI FINO ALLA FINE DELLA GUERRA. GRAZIE AD UNA FORTE GELATA E AD UN BREVE PERIODO DI BEL TEMPO, GLI ALLEATI POTERONO RICEVERE UN EFFICACE SUPPORTO AEREO ED AVANZARE IN APERTA CAMPAGNA, EVITANDO COSÌ LE MOLTE MINE ANTICARRO CHE I TEDESCHI AVEVANO PIAZZATO SULLE STRADE. PROTAGONISTI DELL’ATTACCO FURONO I CARRI SHERMAN DEL 2nd ROYAL TANK REGIMENT E DEL 10th ROYAL HUSSARS, I NUOVI CORAZZATI DA TRASPORTO TRUPPE KANGAROO DEL 4th QUEEN’S OWN HUSSARS E LA FANTERIA DELLA 56a DIVISIONE BRITANNICA. L’OPERAZIONE COSTRINSE I TEDESCHI A RITIRARSI DEFINITIVAMENTE SUGLI ARGINI DEL SENIO NELL’INTERO TRATTO FRA COTIGNOLA E SAN SEVERO, SANCENDO L’INIZIO DI UN LUNGO PERIODO DI GUERRA STATICA LUNGO IL FIUME.
CAPITOLO 3
FRA IL 1944 E LA PRIMA PARTE DEL 1945 GLI AEREI ALLEATI EFFETTUARONO SU COTIGNOLA E IL SUO TERRITORIO CENTINAIA DI SORTITE: RICOGNIZIONI TATTICHE, METEOROLOGICHE, FOTOGRAFICHE MA SOPRATTUTTO ATTACCHI SU BERSAGLI QUALI PEZZI D’ARTIGLIERIA TEDESCHI, MEZZI CORAZZATI, CONCENTRAZIONI DI TRUPPE, CASOLARI O ALTRI EDIFICI OCCUPATI, ECC. MOLTE DELLE MISSIONI SUL COMUNE DI COTIGNOLA FURONO INTRAPRESE IN PARTICOLARE DAI CACCIABOMBARDIERI DELLA DESERT AIR FORCE: LA GRANDE UNITÀ DI SUPPORTO TATTICO CHE CON CENTINAIA DI AEREI APPOGGIAVA L’8a ARMATA BRITANNICA. SEBBENE LA SUPREMAZIA AEREA DEGLI ALLEATI FOSSE ORMAI SCHIACCIANTE, OGNI GIORNO IN ITALIA SI VERIFICAVANO PERDITE CAUSATE SOPRATTUTTO DALLA CONTRAEREA TEDESCA: LA FLAK. I CIELI DI COTIGNOLA NON FACEVANO ECCEZIONE: MOLTI AEREI ALLEATI FURONO COLPITI E DUE DI QUESTI PRECIPITARONO NEL TERRITORIO COMUNALE. IL PRIMO FU LO SPITFIRE IX DEL PILOT OFFICER CANADESE WILLIAM R. DAUPHIN, AVIERE IN FORZA AL 43° RAF SQUADRON, CHE NEL CUPO MATTINO DELL’1 GENNAIO 1945 DECOLLÒ DA RIMINI CON ALTRI TRE SPITFIRE PER COLPIRE DEI PEZZI D’ARTIGLIERIA TEDESCHI VICINO A MORDANO. CENTRATO DALLA FLAK, L’AEREO CADDE PRESSO SAN SEVERO. WILLIAM DAUPHIN MORÌ NELLO SCHIANTO: RIPOSA OGGI AL FAENZA WAR CEMETERY. UN ALTRO SPITFIRE IX, STAVOLTA IN VOLO DI RICOGNIZIONE, SI SCHIANTÒ INVECE VICINO AL FOSSO VECCHIO NEL PRIMO POMERIGGIO DEL 30 MARZO 1945. LO PILOTAVA IL TENENTE SUDAFRICANO R. KRYNAUW DEL 40° SAAF SQUADRON, MORTO NELL’IMPATTO ED OGGI SAPOLTO AL FORLI WAR CEMETERY.
CAPITOLO 4
DOPO L’OPERAZIONE CYGNET IL FRONTE CONGELÒ SOTTO LE PRIME NEVICATE DEL 1945. L’AVANZATA DEGLI ALLEATI ERA DEGENERATA IN UNA BATTAGLIA DI ATTRITO ANCHE PSICOLOGICO CHE AVREBBE CONTINUATO A MIETERE VITTIME PER PIÙ DI 3 MESI. NEL SETTORE DI COTIGNOLA I TEDESCHI AVEVANO GENERALMENTE MANTENUTO IL CONTROLLO DI ENTRAMBI GLI ARGINI DEL SENIO, CHE COSTITUIVANO UN BUON OSTACOLO ANTICARRO E CONTENEVANO INFINITE POSTAZIONI AL LORO INTERNO. UNITE AI CAMPI MINATI TEDESCHI, QUESTE DIFESE IMPEDIRONO FIN DA SUBITO AGLI ALLEATI DI AVVICINARSI. A FINE GENNAIO IL SETTORE COPERTO DALLA 1a DIVISIONE CANADESE TRA COTIGNOLA E BAGNACAVALLO FU AFFIDATO ALLA RECFORCE: UN REPARTO PROVVISORIO CREATO DALL’UNIONE DI DUE UNITÀ DI RICOGNIZIONE (IL 12TH ROYAL LANCERS BRITANNICO E LO SKINNER’S HORSE INDIANO) CHE SUL SENIO DOVETTERO ESSERE USATE COME FANTERIA, POI SOSTITUITE A METÀ FEBBRAIO DALLE TRUPPE NEPALESI DELLA 43a BRIGATA GURKHA. IL SETTORE TRA COTIGNOLA E SAN SEVERO RESTÒ INVECE COPERTO DALLA 56a DIVISIONE BRITANNICA. E PER SETTIMANE TUTTE QUESTE UNITÀ LOTTARONO NEL TENTATIVO, SPESSO VANO, DI OTTENERE IL CONTROLLO DELL’ARGINE SUD DEL SENIO. TANTI PICCOLI ATTACCHI FURONO LANCIATI ANCHE SOLO PER CAPIRE COME AGIRE, VISTE LE POCHE RISORSE DISPONIBILI. E SE ALL’INIZIO LE DIFFICOLTÀ FURONO ENORMI, COL TEMPO LA SITUAZIONE MIGLIORÒ: CAMBIANDO IL PROPRIO APPROCCIO TATTICO, GLI ALLEATI OTTENNERO PIÙ PROGRESSI E L’ARGINE SUD INIZIÒ GRADUALMENTE AD ESSERE CONQUISTATO.
CAPITOLO 5
ALL’INIZIO DEI COMBATTIMENTI SUL SENIO I TEDESCHI SCHIERAVANO NELL’AREA DI COTIGNOLA DUE UNITÀ MOLTO DIVERSE FRA LORO. DAVANTI AI CANADESI LA 356a DIVISIONE TEDESCA ERA ORMAI SFINITA. MA NEL SETTORE FRA COTIGNOLA E SOLAROLO, LA 278a DIVISIONE AVEVA UNA REPUTAZIONE DIVERSA: ERA UNA DELLE POCHE UNITÀ TEDESCHE AD AVER LOTTATO NEI MESI PRECEDENTI SENZA SUBIRE PESANTI PERDITE. INSIEME ALLA 278a COMBATTEVANO SUL SENIO ANCHE DEGLI ITALIANI: GLI ARDITI DEL 1° BATTAGLIONE D’ASSALTO FORLÌ. NELLA PRIMA PARTE DELL’INVERNO QUESTE FORZE NON EBBERO PROBLEMI A DIFENDERE IL SENIO. NATURALMENTE C’ERANO DELLE DIFFICOLTÀ: MANCAVA IL CARBURANTE, IL CIBO ERA POCO, LE MUNIZIONI APPENA SUFFICIENTI. MA I TEDESCHI ERANO ABITUATI A CAVARSELA E IL TERRENO ERA DECISAMENTE A LORO FAVORE: LE POSTAZIONI SCAVATE ALL’INTERNO DEGLI ARGINI PERMETTEVANO DI CONTROLLARE DALL’ALTO LA TERRA DI NESSUNO, DI AVERE RIPARO E OCCULTAMENTO, DI COLPIRE CON ESTREMA FACILITÀ CHIUNQUE TENTASSE DI AVVICINARSI. TRA FINE GENNAIO E METÀ FEBBRAIO QUESTE UNITÀ FURONO SOSTITUITE NEL TERRITORIO DI COTIGNOLA DALLA 98a DIVISIONE TEDESCA: UN REPARTO EFFICENTE, CHE PERÒ SI TROVÒ DA SOLO A SUBIRE TUTTO IL PESO DEGLI ATTACCHI ALLEATI ALL’ARGINE MERIDIONALE DEL SENIO. COL PASSARE DEL TEMPO, QUESTA CONTINUA PRESSIONE AVREBBE CAUSATO SEMPRE PIÙ VITTIME AI TEDESCHI. E CON LA GRADUALE PERDITA DELL’ARGINE SUD, NON POTENDO PIÙ COLPIRE GLI ALLEATI CON FACILITÀ, LA 98a DIVISIONE PERSE ANCHE L’INIZIATIVA.
CAPITOLO 6
LA STASI DEL FRONTE DAVANTI AL SENIO MANTENEVA IL TERRITORIO DI COTIGNOLA SPEZZATO IN DUE. TUTTE LE ABITAZIONI DA UN LATO O DALL’ALTRO DEL FIUME ORMAI ERANO OCCUPATE DA TRUPPE, DEPOSITI, ARTIGLIERIE, MEZZI CORAZZATI, COMANDI ED UN’INFINITÀ DI ALTRE INFRASTRUTTURE MILITARI. PARTE DELLA POPOLAZIONE GIÀ ERA STATA COSTRETTA DAGLI ALLEATI O DAI TEDESCHI A LASCIARE LE PROPRIE CASE. MA SORGENDO A RIDOSSO DEL FIUME, COTIGNOLA SI TROVAVA IN PRIMA LINEA E MOLTI ABITANTI NON EBBERO MAI MODO DI ALLONTANARSI DAL PAESE IN SICUREZZA. SI TROVARONO INERMI A SUBIRE IL FUOCO ALLEATO SU COTIGNOLA, FRA LE CUI MURA I TEDESCHI ERANO APPOSTATI. MA PERSINO IN QUEI MESI TERRIBILI, PASSATI AL FREDDO, TRA RIFUGI E MACERIE, TRA MISERIA E PAURA, COTIGNOLA SEPPE DARE AIUTO A CHI PIÙ NE AVEVA BISOGNO. DAL 1943 DECINE DI EBREI PERSEGUITATI ERANO PROTETTI DAI COTIGNOLESI: UN CASO UNICO DI SOLIDARIETÀ CITTADINA CHE PORTÒ ALLA SALVEZZA DI 41 EBREI E VIDE PROTAGONISTE MOLTE FAMIGLIE, FIGURE DELLA RESISTENZA MA ANCHE AMMINISTRATORI LOCALI. PRIMO FRA TUTTI IL COMMISSARIO PREFETTIZIO VITTORIO ZANZI CHE, AIUTATO DALLA MOGLIE SERAFINA, DAL NOTO PITTORE LUIGI VAROLI E SUA MOGLIE ANNA, CON MOLTI ALTRI COTIGNOLESI RIUSCÌ A CREARE UNA RETE DI AIUTO COSÌ RESILIENTE DA SOPRAVVIVERE ANCHE AL BLOCCO DEL FRONTE DAVANTI AL SENIO. PER TUTTO QUESTO, NEL 2002 LO STATO DI ISRAELE AVREBBE CONFERITO A VITTORIO ZANZI, SERAFINA BEDESCHI, LUIGI VAROLI E ANNA CORTESI, IL TITOLO DI “GIUSTI TRA LE NAZIONI“.
CAPITOLO 7
NEL MARZO 1945 IL FRONTE A COTIGNOLA STAVA CAMBIANDO ASPETTO. ALL’INIZIO DI MARZO GLI ALLEATI AFFIDARONO ALLE TRUPPE DEL 2° CORPO POLACCO IL SETTORE A MONTE DI SAN SEVERO, DOVE UN’AMPIA TERRA DI NESSUNO SEPARAVA I DUE SCHIERAMENTI. NELLO STESSO PERIODO LA 43a BRIGATA GURKHA FU TRASFERITA, LASCIANDO LA 56a DIVISIONE BRITANNICA RESPONSABILE DELL’INTERO SETTORE TRA SAN SEVERO E BAGNACAVALLO, DOVE LA LOTTA PER IL CONTROLLO DELL’ARGINE MERIDIONALE CONTINUAVA. E QUANDO A METÀ MARZO LA 56a FU SOSTITUITA DALLA ESPERTA 78a DIVISIONE BRITANNICA, LA BATTAGLIA S’INTENSIFICÒ. IN UN MARZO PIÙ ASCIUTTO E TIEPIDO DEL SOLITO, LE TRUPPE IRLANDESI E BRITANNICHE DELLA 78a DIVISIONE INTRAPRESERO DECINE DI ATTACCHI CONTRO LA SEMPRE PIÙ PROVATA 98a DIVISIONE TEDESCA. E SEGMENTI SEMPRE PIÙ ESTESI DELL’ARGINE MERIDIONALE CADDERO SOTTO IL CONTROLLO DEGLI ALLEATI. TALVOLTA LE DUE PARTI COMBATTEVANO A UNA DISTANZA DI POCHI METRI, SEPARATE SOLO DALLA SOMMITÀ DELL’ARGINE MERIDIONALE. PER OSSERVARE IL NEMICO, ALLEATI E TEDESCHI PRESERO AD USARE PERISCOPI DI VARIO TIPO. LE PATTUGLIE A VOLTE PENETRAVANO IN TERRITORIO AVVERSARIO APRENDO DEI CUNICOLI ATTRAVERSO L’ARGINE. A TERRIFICANTI SCAMBI RAVVICINATI DI BOMBE A MANO E ORDIGNI IMPROVVISATI, SI ALTERNAVANO ATTACCHI RAPIDI, AGGUATI, L’AZIONE DEI CECCHINI E UNA COSTANTE PRESSIONE PSICOLOGICA CON VOLANTINI, ALTOPARLANTI O INSULTI GRIDATI A VOCE. LO SCONTRO DECISIVO SI AVVICINAVA E LA TENSIONE AUMENTAVA.
CAPITOLO 8
NEL GIORNO DI PASQUA DEL 1945, 1 APRILE, ARRIVÒ SUL FRONTE DI COTIGNOLA L’UNITÀ FORSE PIÙ ESPERTA CHE GLI ALLEATI AVESSERO AL MONDO: LA 2a DIVISIONE NEOZELANDESE, CHE DAL 1940 AVEVA LOTTATO CONTRO I TEDESCHI. FIN DA SUBITO LE IMPONENTI FORZE DEI NEOZELANDESI FURONO CONCENTRATE IN UN SETTORE PIUTTOSTO CORTO FRA SAN SEVERO E LA FERROVIA PER COTIGNOLA. ERA UN CHIARO SEGNALE CHE IN QUEL PUNTO I NEOZELANDESI PUNTAVANO A SFONDARE IL FRONTE TEDESCO. PER UNA SETTIMANA, MENTRE LA 78a BRITANNICA PRESIDIAVA IL SETTORE FRA COTIGNOLA E BAGNACAVALLO, I NEOZELANDESI COMBATTERONO CONTINUE AZIONI VOLTE A COMPLETARE IN FRETTA LA CONQUISTA DELL’ARGINE MERIDIONALE NEL PROPRIO SETTORE. QUESTO ERA UN REQUISITO FONDAMENTALE AL SUCCESSO DELL’ATTACCO CHE GLI ALLEATI STAVANO PER LANCIARE. OBIETTIVO DELL’OPERAZIONE: SUPERARE IL SENIO E METTERE FINE ALLA GUERRA IN ITALIA UNA VOLTA PER TUTTE. PER FAR CREDERE AI TEDESCHI CHE LO SCHIERAMENTO ALLEATO NON ERA CAMBIATO, AI NEOZELANDESI PRIMA DELL’ARRIVO IN ZONA ERA STATO CHIESTO DI RIMUOVERE I PROPRI DISTINTIVI E SOSTITUIRLI CON QUELLI DELLA 78a DIVISIONE BRITANNICA. MA L’EFFICENZA COMBATTIVA TIPICA DEI NEOZELANDESI E LA PRESENZA DELL’INCONFONDIBILE 28° BATTAGLIONE MAORI SULLA LINEA DEL FRONTE PERMISERO AI TEDESCHI DI CAPIRE SUBITO COSA STAVA SUCCEDENDO E PREVEDERE CHE GLI ALLEATI AVREBBERO PRESTO DATO INIZIO AD UN ATTACCO CRUCIALE. I TEDESCHI NON POTEVANO PERÒ IMMAGINARE COME L’ATTACCO SAREBBE STATO LANCIATO.
CAPITOLO 9
NEL POMERIGGIO DEL 9 APRILE 1945 GLI ALLEATI DIEDERO INIZIO ALL’OPERAZIONE BUCKLAND: L’ULTIMA OFFENSIVA DELL’8a ARMATA BRITANNICA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. COMINCIÒ COL PIÙ TERRIFICANTE BOMBARDAMENTO DELLA STORIA ITALIANA. OLTRE 1700 AEREI, FRA CUI PIU’ DI 1000 BOMBARDIERI DELLA 12th TACTICAL AIR FORCE E 15th STRATEGICAL AIR FORCE, CHE IN MENO DI DUE ORE SGANCIARONO PIÙ DI 2000 TONNELLATE DI BOMBE SU TUTTA UNA SERIE DI BERSAGLI TRA I FIUMI SENIO E SANTERNO. DOPO IL PRINCIPALE BOMBARDAMENTO AEREO, EBBE INIZIO UN CANNONEGGIAMENTO SPAVENTOSO CHE VIDE GLI ALLEATI SPARARE ALL’IMPAZZATA CON TUTTI I CANNONI, OBICI, MORTAI E SEMOVENTI A DISPOSIZIONE. MARTELLATA DAI CACCIABOMBARDIERI E DALL’ARTIGLIERIA, IMPIETRITA DA UN FRASTUONO INIMMAGINABILE, COPERTA DA UN CIELO NERO PER GLI INCENDI E LA TERRA POLVERIZZATA DAI BOMBARDAMENTI, COTIGNOLA VIVEVA LA SUA ORA PIÙ BUIA. E LE STESSE COSE FURONO VISSUTE DAI TEDESCHI GIÀ ESAUSTI DELLA 98a DIVISIONE. POCO PRIMA DEL TRAMONTO LA FANTERIA NEOZELANDESE ANDÒ ALL’ASSALTO DEL SENIO, PRECEDUTA DA UNA SCHIERA DI CORAZZATI LANCIAFIAMME. E IN POCHI MINUTI, GRAZIE ALLA LORO ESPERIENZA, I SOLDATI NEOZELANDESI SUPERARONO IL FIUME. NON ESSENDOVI PIÙ PONTI INTATTI SUL SENIO, I GENIERI NEOZELANDESI SI MISERO AL LAVORO PER COSTRUIRE DEGLI ATTRAVERSAMENTI CHE PERMETTESSERO AI LORO CORAZZATI DI UNIRSI ALLA FANTERIA, RESISTERE AI CONTRATTACCHI TEDESCHI E RAGGIUNGERE COTIGNOLA. E IL PRIMO PONTE BAILEY VENNE ULTIMATO DOPO APPENA 2 ORE DI LAVORO.
CAPITOLO 12
NEL CORSO DELL’OFFENSIVA UNA PARTE DEL TERRITORIO DI COTIGNOLA FU LIBERATA DALLE TRUPPE DEL 2° CORPO POLACCO, CHE AVEVANO CONCENTRATO IL LORO ATTACCO INIZIALE TRA SAN SEVERO E FELISIO. PROPRIO IN QUELLA ZONA, DURANTE I BOMBARDAMENTI DEL 9 APRILE, I POLACCHI ERANO STATI COLPITI PER SBAGLIO DA UN GRUPPO DI B-17 AMERICANI CHE AVEVANO CONFUSO IL SENIO COL SANTERNO. CIRCA 3000 BOMBE A FRAMMENTAZIONE AVEVANO INVESTITO I REPARTI POLACCHI CAUSANDO PIÙ DI 220 TRA MORTI E FERITI. NONOSTANTE QUESTO TRAGICO INCIDENTE, LA 3a DIVISIONE POLACCA ‘FUCILIERI DEI CARPAZI’ AVEVA COMUNQUE LANCIATO IL SUO ATTACCO. SOTTO AL FUOCO DELLE ARMI TEDESCHE, I POLACCHI AVEVANO COMBATTUTO PER TUTTA LA SERA DEL 9 APRILE ATTRAVERSO I CAMPI MINATI NELLA TERRA DI NESSUNO. ALTRI DURI SCONTRI ERANO STATI NECESSARI PER SUPERARE IL SENIO. E ALL’ALBA DEL 10 APRILE I POLACCHI SI ERANO SPINTI FINO ALLA STRADA TRA BARBIANO A FELISIO. I PRIMI CARRI ARMATI D’APPOGGIO, APPARTENENTI ALLA 7a BRIGATA CORAZZATA BRITANNICA, SI ERANO GIÀ PORTATI OLTRE IL FIUME SFRUTTANDO UN PONTE COSTRUITO DAI NEOZELANDESI VICINO A SAN SEVERO. NELLE ORE SUCCESSIVE I POLACCHI ERANO RIUSCITI AD ASSEMBLARE ALTRI PONTI, AD OTTENERE ALTRI CORAZZATI DI SUPPORTO E A RAGGIUNGERE L’AREA DEL MOLINELLO PIANI. FU LÌ CHE LA LIBERAZIONE DEL COMUNE DI COTIGNOLA VENNE ULTIMATA. VERSO IL TRAMONTO DEL 10 APRILE 1945 I POLACCHI SUPERARONO IL CANALE DI LUGO E, DOPO PIÙ DI 110 GIORNI DI PAURA, IL FRONTE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE LASCIAVA PER SEMPRE IL TERRITORIO DI COTIGNOLA.
CAPITOLO 10
NELLA NOTTE FRA 9 E 10 APRILE 1945 L’AVANZATA DELLA 2a DIVISIONE NEOZELANDESE CONTINUÒ VERSO BARBIANO. IL TERRENO ERA SCONVOLTO DAI BOMBARDAMENTI, LA VISIBILITÀ ERA RIDOTTA QUASI A ZERO, LO SCENARIO CONFUSO DAI BAGLIORI DEI CANNONEGGIAMENTI E DEGLI INCENDI CHE ANCORA CONTINUAVANO. AVANZANDO IN UN TERRENO SCONOSCIUTO E SENZA NESSUN SUPPORTO, POICHÈ I CORAZZATI ALLEATI ANCORA NON AVEVANO SUPERATO IL SENIO, LE TRUPPE NEOZELANDESI COMINCIARONO A SENTIRE DEI CARRI ARMATI CHE SI MUOVEVANO INTORNO A BARBIANO. ERANO CHIARAMENTE NEMICI E STAVANO CERCANDO DI POSIZIONARSI PER CONTRASTARE L’AVANZATA. QUELLA NOTTE NON MENO DI 12 MEZZI CORAZZATI TEDESCHI FURONO AVVISTATI NELL’AREA DI BARBIANO: PER LA MAGGIOR PARTE SI TRATTAVA DI CARRI TIGER DEL 504 SCHWERE PANZER-ABTEILUNG. NEL CAOS E NELL’OSCURITÀ, I CARRI TEDESCHI SI TROVARONO FRAMMISCHIATI AI SOLDATI NEOZELANDESI, CHE AVVALENDOSI SOLO DEI PROPRI LANCIAGRANATE PIAT RIUSCIRONO A METTERE FUORI USO DUE TIGER. IL RESTO DEI CORAZZATI TEDESCHI FINÌ PER ABBANDONARE LA ZONA, IN MOLTI CASI SENZA CAPIRE COS’ERA SUCCESSO. FU IL PIÙ SERIO TENTATIVO TEDESCO DI BLOCCARE L’AVANZATA DEGLI ALLEATI OLTRE IL FIUME SENIO, E NON EBBE ALCUN SUCCESSO. AL TERMINE DELLA NOTTE BARBIANO FU LA PRIMA FRAZIONE AD ESSERE LIBERATA. E ALL’ALBA DEL 10 APRILE I NEOZELANDESI AVEVANO GIÀ COSTRUITO DIVERSI PONTI SUL SENIO. MOLTISSIMI MEZZI ALLEATI LI STAVANO ATTRAVERSANDO E UNA PARTE DI QUESTI ERA DIRETTA VERSO L’OBIETTIVO SUCCESSIVO: COTIGNOLA.
CAPITOLO 11
NEI PIANI ALLEATI, A CONQUISTARE IL CENTRO DI COTIGNOLA IN CASO DI RESISTENZA TEDESCA DOVEVA ESSERE IN PARTICOLARE IL 27th NEW ZEALAND INFANTRY BATTALION COL SUPPORTO DEI CORAZZATI KANGAROO DEL 4th QUEEN’S OWN HUSSARS. LA 98a DIVISIONE TEDESCA DECISE PERÒ SAGGIAMENTE DI RITIRARSI DALLA CITTADINA. IN QUEL MOMENTO DUE COTIGNOLESI USCIRONO ALLO SCOPERTO. ERANO UN PARROCO E UN PARTIGIANO CON LO STESSO COGNOME: DON STEFANO CASADIO E LUIGI CASADIO, DETTO LENO. ALLE PRIME LUCI DEL 10 APRILE, DONE STEFANO E LENO TTRAVERSARONO IL SENIO CON UNA BANDIERA BIANCA PER AVVERTIRE GLI ALLEATI CHE NON C’ERA PIÙ BISOGNO DI ATTACCARE COTIGNOLA. SULLA RIVA SUD FURONO INTERCETTATI DALLE TRUPPE DELLA 78a DIVISIONE BRITANNICA, CHE NON AVEVA IL COMPITO DI SUPERARE IL SENIO MA SOLO DI PRESIDIARLO. LENO E DON STEFANO RIFERIRONO CHE A COTIGNOLA NON C’ERANO PIÙ TEDESCHI E, PER VERIFICARE, UN GRUPPO DI PATTUGLIA FU MANDATO VERSO IL PAESE. APPARTENEVA IN PARTICOLARE AL 1° BATTAGLIONE DELL’EAST SURREY REGIMENT, CHE PRESTO RAGGIUNSE COTIGNOLA SENZA INCONTRARE ALCUNA RESISTENZA. L’INFORMAZIONE ARRIVÒ AGLI ALTRI REPARTI ALLEATI, SOLO IN QUEL MOMENTO LENO E DON STEFANO FURONO CREDUTI E L’ATTACCO NEOZELANDESE VENNE FERMATO IN TEMPO. DOPO MESI DI ATTESA, COTIGNOLA ERA LIBERA MA DISTRUTTA. NELLE ORE SUCCESSIVE, I CIVILI SOPRAVVISSUTI ACCOLSERO L’ARRIVO INCONTRASTATO DI MOLTISSIMI SOLDATI BRITANNICI E NEOZELANDESI. E QUESTI ULTIMI, ALLA TESTA DELL’AVANZATA, POCO DOPO SUPERARONO ANCHE LA FERROVIA TRA BARBIANO E LUGO.




















Luigi Casadio detto Leno prima della guerra